Cosa succede a chi mangia le arance con ipertensione e glicemia alta. Incredibile

Le arance sono un frutto dalle molte proprietà, di cui la più nota è sicuramente la presenza di acido ascorbico, o vitamina C, le cui proprietà antiossidanti e rivitalizzanti sono note da moltissimo tempo. La vitamina C innalza le difese del sistema immunitario, inibisce la sintesi di sostanze cancerogene, ed aiuta a combattere i radicali liberi. Ma cosa succede a chi mangia arance con ipertensione e glicemia alta?

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Arance, la cura che viene dal freddo

Questo frutto tipicamente autunnale è uno dei pochi a maturare nella stagione più fredda, e sappiamo che ci fornisce tutto ciò che occorre per combatterla al meglio. La ricchezza di vitamina C contenuta nella arance ci aiuta a combattere stanchezza, debolezza ed irritabilità. Le arance sono anche un blando lassativo naturale, questo grazie al loro contenuto di fibre, che le rende anche un prezioso alleato contro la glicemia alta. Le fibre rallentano l’assorbimento di zuccheri, evitando picchi glicemici, e la stessa vitamina C ha un effetto regolatore sulla glicemia. Le arance sono anche ricche di calcio, fosforo, potassio, vitamina a e carotenoidi, dei preziosi antiossidanti.

Arance ed ipertensione, ecco perché fanno bene

Le arance sono ricche di magnesio, una sostanza in grado di riportare la pressione sanguinea a livelli normali. Anche il potassio ha benefici effetti sull’apparato cardiocircolatorio, grazie alla sua capacità di regolare la pressione e di aumentare l’escrezione urinaria di sodio, sostanza in grado di aumentare la pressione sistolica. Per questo motivo una dieta contenente arance può ridurre la probabilità di decesso causata da ipertensione, ovviamente in presenza di una dieta ben bilanciata.

Le arance hanno un moderato contenuto di calorie, appena 45 per 100 gr di prodotto, e solo lo 0,2% di grassi, a fronte di ben 200 mg di potassio, 50 mg di vitamina C e 11 mg di magnesio, oltre a 11 mg di calcio e tutto questo senza apportare colesterolo.