Cosa succede a chi mangia il limone con il colesterolo alto, ipertensione e glicemia alta. Incredibile

Il limone è un frutto a maturazione autunno-vernina, anche se non mancano varietà rifiorenti chiamate 4 stagioni. Di limoni ne esistono molti tipi, alcuni dei quali persino dolci. Periodicamente si sente parlare di limone come fosse la panacea per tutti i mali e, benché questo sia improbabile, il limone vanta comunque alcune notevoli proprietà. In particolare il limone sembra prezioso in caso di colesterolo alto, ipertensione e glicemia alta. Vediamo meglio cosa contiene questo frutto e perché fa così bene.

Proprietà ed usi del limone

Il limone è composto dalla scorza, contenente oli essenziali, flavonoidi, cumarine, carotenoidi e acidi grassi; dai semi e dalla polpa composta da acido citrico, flavonoidi e vitamina C. La parte bianca tra la scorza e la polpa è chiamata albedo, ed è ricca di fibre. Queste, in presenza di liquidi, sono in grado di estendersi durante la digestione, rallentandola e abbassando così i livelli di glicemia, spalmandone l’assorbimento da parte del nostro corpo.

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Limoni, colesterolo e ipertensione

Il limone è in grado di ridurre i livelli di LDL, noto come colesterolo cattivo, e di aumentare i livelli di HDL, il colesterolo buono. Inoltre gli antiossidanti contenuti nel limone migliorano l’elasticità dei tessuti, incluse le vene, riducendo il deposito di colesterolo e riducendo i rischi per l’apparato cardiocircolatorio. Il limone ha effetti anche contro l’ipertensione, grazie ai flavonoidi, in grado di ridurre i livelli della pressione arteriosa. Il quantitativo ideale per beneficiare di questa sostanza così come descritto è di un limone al giorno, spremuto in poca acqua. Per abbassare la glicemia però non è sufficiente spremerlo, piuttosto è utile mangiare il limone in spicchi, magari sottili e cotti insieme al altre pietanze, perché è la parte bianca ad avere maggiori influenze sulla glicemia alta.