Salute

Cosa succede se mangi olio scaduto

La domanda esatta da porsi è se, effettivamente, l’olio scada. Purtroppo a differenza del vino (non tutti!) che migliora con il tempo, l’olio decade, perdendo col tempo molte delle sue caratteristiche e qualità organolettiche. Tanto che gli anziani avevano coniato un detto: “olio nuovo, vino vecchio”. Una buona conservazione, al riparo da luce, umidità ed aria, è in grado di preservare l’olio più a lungo, ma non lo rende eterno. Per questo in etichetta viene posta la data che suggerisce di consumare il prodotto entro 12-24 mesi dalla molitura. Nonostante questo non sarebbe esatto dire che l’olio “scade”, infatti se consumato oltre la sua data di scadenza non nuoce alla salute. Cosa succede dunque se mangi olio scaduto?

Olio scaduto ed effetti sull’organismo

Dopo i 18 mesi dall’imbottigliamento dell’olio, preferibilmente in un contenitore scuro che lo preservi dalla luce, l’olio può perdere alcune delle sue caratteristiche. Ma quali sono? L’olio è ricco di acidi grassi, di vitamine liposolubili, tra cui tocoferoli e beta-carotene, che agisce come antiossidante, come pure i suoi fitosteroli e polifenoli, in grado di contrastare lo stress ossidativo e rallentare il processo di invecchiamento cellulare. Gli acidi grassi sono prevalentemente di tipo monoinsaturo, come l’acido oleico, ma vi si trovano anche acido linoleico e alfa linoleico. L’olio ha anche la capacità di aumentare una proteina presente nel nostro corpo, il cui scopo è regolare le piastrine, evitando al contempo emorragie ed eccessiva coagulazione che potrebbe causare infarto o ictus.

Proprietà dell’olio extra vergine di oliva

Dunque l’olio fa bene al cuore, ma contrasta anche il diabete grazie alla sua capacità di ridurre i picchi glicemici dopo i pasti: una scoperta tutta italiana, a cura di Francesco Violi del dipartimento di Medicina interna dell’Università la Sapienza di Roma. L’olio agisce anche al pari di alcuni analgesici e antinfiammatori in maniera simile all’ibuprofene, grazie ad una sua molecola nota come oleocantale. Ha proprietà blandamente lassative ed aiuta così la regolarità intestinale. Una sua peculiarità è lo squalene, che sembra essere utile contro alcuni rumori della pelle. Per sfruttare al meglio tutte queste caratteristiche è bene consumare l’olio entro la sua data di scadenza, pur non registrandosi effetti negativi nel consumo di olio più vecchio.

Sara Ester

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