Salute

Che differenza c’è tra lo zucchero bianco e quello di canna? Facciamo chiarezza

Molti potrebbero incappare in una cocente delusione nell’apprendere che tra zucchero bianco e zucchero di canna non esiste alcuna differenza sostanziale. Chimicamente si tratta esattamente della stessa cosa, ovvero di due molecole vegetali composte da due monosaccaridi quali glucosio e fruttosio, unione nota comunemente come saccarosio. La minima differenza è rilevabile nel residuo di melassa presente nello zucchero di canna. La melassa è un sottoprodotto della materia originaria, che potrebbe essere barbabietola da zucchero o canna da zucchero. Oltre a fornire il caratteristico colore bruno o ambrato, la melassa non ha nessuna proprietà organolettica rilevante.

Conosciamo lo zucchero bianco

Questo non è altro che il prodotto di un processo di raffinazione che si applica allo zucchero grezzo. Si tratta della pura e semplice separazione del saccarosio dalle impurità presenti nella melassa. Non si tratta dunque di uno zucchero “meno sano” o “più povero” rispetto allo zucchero di canna. La melassa contiene minime quantità di minerali e vitamine, ma considerando l’assunzione moderata di zucchero che ci si concede ogni giorno, l’apporto garantito dalla residua quantità di melassa presente nello zucchero di canna è veramente irrilevante.

Colore diverso, stessa molecola: ecco il segreto dello zucchero di canna

Dunque non c’è nessuna ragione per preferire uno zucchero rispetto all’altro. Si tratta di un reale caso di operazione commerciale, che ha visto negli scorsi anni una demonizzazione dello zucchero bianco in favore dello zucchero bruno. Oltretutto la definizione “zucchero di canna” è impropria, in quanto lo zucchero di canna può provenire indifferentemente dalla canna da zucchero rispetto la barbabietola. E’ corretto in generale ritenere lo zucchero un alimento che fornisce calorie vuote, in quanto non offre nessun nutriente. Entrambi gli zuccheri apportano 4 calorie per grammo. Si sente spesso definirlo “veleno bianco”, a causa della sua capacità di nutrire la flora batterica “cattiva” a discapito di quella buona, oltre a causare una leggera dipendenza e causare agitazione, nervosismo e stimolare mal di testa nei soggetti predisposti. Questi aspetti negativi tuttavia sono imputabili ad entrambe le tipologie di zucchero.

Sara Ester

Recent Posts

In cucina con Luca Pappagallo, 24 Giugno 2026 – Torta di mele rumena di Luca Pappagallo

La torta di mele rumena è un dolce che racchiude tutto il calore e la…

21 ore ago

Nel forno di casa tua, 23 giugno 2026 – Ricetta pizza da passeggio di Fulvio Marino

Scoprire l'arte della pizza da passeggio è un'esperienza che unisce tradizione e praticità. Questa deliziosa…

2 giorni ago

UnoMattina, 23 Giugno 2026 – Gnocchetti ai funghi con speck e zucchine di Fabio Campoli

Un primo piatto che porta con sé i sapori freschi dell'estate è certamente un'ottima scelta…

2 giorni ago

C’era una volta in Calabria, 22 Giugno 2026 – Pipi Pieni di Chef [Nome dello Chef]

Non c'è niente di più affascinante della tradizione culinaria calabrese, e tra le sue prelibatezze…

3 giorni ago

Camper, 19 giugno 2026 – Pomodori al riso di Andrea Palmieri

I pomodori ripieni di riso sono un piatto che evoca le calde estati, il profumo…

6 giorni ago

Le ricette del convento, 18 giugno 2026 – Pollo al limone di Chef [Nome dello Chef]

Il pollo al limone è un piatto che evoca memorie antiche e tradizioni culinarie tramandate…

7 giorni ago