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Verso una filiera sempre più green: il Consorzio della Finocchiona IGP lancia il progetto “Api sentinelle”

     

    La fitta distribuzione di eccellenze agroalimentari in tutte le regioni italiane – che rendono il Belpaese primo in Europa per numero di prodotti registrati con Marchio IGP e DOP – si può trasformare in un valore per il territorio stesso. Anche dal punto di vista ambientale. Di questo è convinto il Consorzio di tutela della Finocchiona IGP, salume tipico della Toscana, che ha voluto coinvolgere la start up innovativa 3Bee per portare avanti un processo di ripopolazione apistica nella campagna toscana. “Api sentinelle”, questo il titolo del progetto, ha preso avvio nella primavera del 2021 e, come ci spiega il dottor Francesco Seghi, presidente del Consorzio che abbiamo intervistato, già fa intravedere ottimi risultati. Gli abbiamo chiesto di raccontarci il progetto!

    “Api sentinelle”, l’idea del Consorzio della Finocchiona IGP per tutelare la biodiversità

    La presenza delle api in natura e l’agricoltura sono legate a doppio filo. L’una è fondamentale per assicurare il pieno sviluppo dell’altra, ma anche a causa dell’uso massiccio di pesticidi la popolazione apistica è drasticamente calata in Europa. Come ci hanno spiegato Adelina Zarlenga e Monica Pelliccia, autrici del libro La rivoluzione delle api, la scomparsa di questi preziosissimi insetti comporterebbe a livello globale la perdita del 23% di frutta, del 16% di verdura e del 22% di semi e noci. Di fatto, senza api la sicurezza alimentare è a rischio.

    thka/shutterstock.com

    La crescente consapevolezza dell’importanza del ruolo delle api ha portato istituzioni, associazioni, start up e ora anche consorzi ad attivarsi. In questo senso, si muove anche “Api sentinelle”, il nuovo progetto del Consorzio della Finocchiona IGP. Il dottor Seghi ci spiega che nasce da una duplice esigenza: tutelare la biodiversità per la produzione del finocchietto selvatico, ingrediente fondamentale per questo salume, e proteggere il territorio che da secoli ne custodisce la ricetta.

    “Le api sono un barometro naturale dello stato di salute della vegetazione che ci circonda, e per questo nel realizzare l’iniziativa abbiamo voluto coinvolgere diversi attori: noi come consorzio, l’azienda Sapore della Toscana, il Comune di Cortona e 3Bee.” Quest’ultima ha fornito tre arnie per api impollinatrici non mellifiche che sono state collocate accanto a uno dei principali campi dove vengono coltivate le piante del finocchietto selvatico.

    Più ricchezza, più produttività

    La scelta è stata di installare arnie che ospitano api che non producono miele. In questo modo, infatti, non è necessaria la presenza di un apicoltore ed è ugualmente possibile preservare e conservare la biodiversità. Queste api, infatti, sono pur sempre impollinatori, quindi si muovono di fiore in fiore aumentando la salute delle piante.

    “La presenza delle api sul territorio” aggiunge il presidente del Consorzio, “porta anche ad un aumento della produttività del campo. Dobbiamo aspettare la stagione della raccolta, che sarà in autunno, per misurare i risultati, ma stiamo già osservando più fiori e più semi. Tutto grazie alle api!”

    “Api sentinelle” stimola quindi un cambiamento in ottica di sostenibilità di una parte della filiera di produzione della Finocchiona IGP, ma il presidente del Consorzio è fiducioso che il progetto possa crescere coinvolgendo anche altre aziende e avere una ricaduta positiva sulle altre linee di fornitura. “Non dimentichiamo che la Finocchiona IGP può essere prodotta con carni di Cinta Senese, animali allevati allo stato brado o semibrado che, quindi, beneficiano se il territorio è più ricco.”

    Guardando al futuro: biodiversità, sostenibilità e la tutela del marchio IGP

    A settembre non soltanto si concluderà la stagione della raccolta dei fiori e dei semi del finocchietto selvatico per la produzione di Finocchiona IGP, ma il Consorzio e 3Bee insieme analizzeranno i risultati di questa prima stagione del progetto. “Analizzeremo i residui portati dalle api stesse all’interno delle arnie e verificheremo lo stato di salute del territorio. Ciò perché l’obiettivo è installare altre arnie la prossima primavera e dare nuovo vigore all’iniziativa.”

    ConsorzioFinocchionaIGP/facebook.com

    Sviluppo significa, inoltre, rafforzare il dialogo sul territorio. Si racconta, infatti, che la ricetta della Finocchiona sia nata proprio tra i colli toscani sin nel Medioevo quando, per sostituire il pepe come conservante per la carne (troppo costoso e raro), ci si accorse che un mix di spezie tra cui il finocchietto selvatico, potevano dare lo stesso risultato. “La finocchiona nasce dalla cultura contadina: le persone conoscevano così bene tutte le risorse della terra da riconoscere le piante che potevano fare al caso loro, come appunto il finocchietto selvatico. Questo legame è importantissimo, resta ancora oggi e dobbiamo fare qualcosa per preservarlo” aggiunge il presidente del Consorzio.

    Il riconoscimento del Marchio IGP, inoltre, crea un legame a doppio filo tra il prodotto tipico e il luogo di produzione. Come ci ha spiegato l’Avvocato Bernardo Calabrese parlando di marchi europei a indicazione geografica, ciò attribuisce alle aziende dell’area alcuni diritti esclusivi sull’uso del nome (a patto che venga rispettato il disciplinare di produzione), ma prevede anche delle responsabilità. “Il nostro auspicio” commenta a tal proposito Seghi, “è che ‘Api sentinelle’ possa essere uno spunto per avviare in tutta la Toscana, e non soltanto, investimenti nella tutela della biodiversità e di salvaguardia delle api.”

    Un progetto virtuoso che sostiene la produzione, tutela il territorio e aggiunge valore a uno dei molti prodotti tipici italiani tutelati dai marchi di indicazione geografica, e sarà interessante scoprire quali saranno i risultati durante il periodo della raccolta. Conoscete altre realtà che si impegnano per salvare le api in agricoltura?

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    ricettefaciliadmin

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