Casa e Giardino

Ortensie, l’importanza di una buona esposizione al sole. Quale rischio per la pianta

Le ortensie sono una pianta abbastanza esigente, riguardo ogni suo aspetto. Richiedono la giusta posizione, una corretta potatura, innaffiature frequenti ed abbondanti. Sbagliare anche uno solo di questi elementi può portare a danni irreparabili. Il primo e più essenziale è un corretto posizionamento della nostra ortensia. Sbagliare od indovinare l’esposizione può uccidere la nostra pianta o, al contrario, permetterci una gestione più semplice e un successo maggiore. Vediamo qual è l’esposizione ideale per le ortensie e quali esigenze tenere in considerazione per ottenere piante perfette.

L’elegante ortensia e l’esposizione migliore

Questo arbusto è originario del Giappone, da cui si è diffuso in tutto il mondo grazie all’eleganza suprema dei suoi fiori. Noi conosciamo prevalentemente l’ortensia classica, con i fiori a palloncino e dalla colorazione che va dal bianco al rosso, dal rosa al blu. In realtà esistono centinaia di cultivar, che si dividono in penniculata, arborea, serrata, quercifolia…  Ognuna con caratteristiche uniche riguardo lo sviluppo del fiore e del portamento. La loro fioritura inizia in giugno per poi protrarsi lungo tutta l’estate. Si trapiantano in autunno o in primavera, preferibilmente in piena terra ma è possibile ottenere buoni risultati anche in vaso. Mentre in quest’ultimo caso sarebbe possibile spostare le nostre piante alla ricerca della migliore esposizione, piantarle in terra richiede di aver individuato da subito e a colpo sicuro la dimora ideale.

L’esposizione dell’ortensia

L’esposizione migliore per questo arbusto prevede l’ombra o la mezz’ombra, ma mai il sole pieno, tranne nel caso di un esposizione ad est, in cui riceverebbe i primi deboli raggi del mattino. Anche porla sotto alberi ad alto fusto è una buona soluzione, così che venga riparata dall’esposizione diretta. Queste piante non temono il freddo, sopportando temperature anche molto rigide fino a -10/-15 gradi sotto lo zero. Sono però esigenti in termini idrici e di concimazione: meglio prevedere, oltre al quotidiano apporto di acqua, una concimazione settimanale preferibilmente con ammendati, come hummus o letame ben maturo, in grado di migliorare anche la struttura del terreno.

Sara Ester

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