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“Non mettere il caffè in frigo!”: ecco il perché, pazzesco

Il caffè è sia un piacere che una necessità, per qualcuno addirittura una passione, che ha visto nascere nei decenni un vero e proprio rito. Parte di questo include la conservazione del caffè: c’è chi lo tiene nella confezione in cui lo vendono, magari chiusa da una molletta. Chi si procura barattoli appositi, chi si accontenta di un contenitore qualsiasi. Ma qual è il modo giusto per conservare il caffè? Scopriamo i modi possibili e perché è meglio evitare di conservarlo in frigo.

Caffè: ecco i modi in cui lo conservano gli italiani, tra trucchi della nonna e abitudini errate

Parte del piacere del caffè consiste nel suo aroma, quello che si spigiona non appena la confezione viene aperta. Sarebbe davvero un peccato rovinare quell’inconfondibile profumo. Cosa che puntualmente capita con il tempo. Le buste di metallo utilizzate in torrefazione servono appunto a conservare l’aroma intatto fino al momento del consumo. Sia le buste sia il metodo di confezionamento puntano a preservare il caffè da aria, umidità, calore e luce. Sono questi i 4 punti a cui dobbiamo prestare attenzione quando ci apprestiamo a conservare il caffè in casa. Aria, luce e calore rischiano di conferire un sapore ed un odore rancido al nostro caffè, mentre l’ossigeno causa ossidazione e perdita di aroma. L’umidità è invece causa di muffe, in quanto il caffè è particolarmente igroscopico (in grado cioè di assorbire acqua).

La durata del caffè e come prolungarla

Il caffè non ha una scadenza propriamente detta: la definizione riportata in etichetta sarà sempre “da consumare preferibilmente entro” con indicata una data di 24 mesi dalla data del confezionamento. Questa però non si riferisce alla sicurezza dell’alimento, ma alla capacità di mantenere nel tempo le sue qualità. Ma come conservare le stesse una volta che il prodotto viene aperto? Sicuramente necessiteremo di un contenitore a chiusa ermetica, anche per evitare che il caffè assorba altri odori o contamini l’esterno con il proprio. Il contenitore andrà riposto in luogo fresco ed asciutto, cioè tra i 10 e i 25° ed umidità inferiore al 50%. Per questo il frigo non è la soluzione ideale: spesso ha un umidità maggiore, inoltre la temperatura è più bassa e questo danneggia i grassi contenuti nel caffè. In più i numerosi odori racchiusi nel frigo rischiano di danneggiare l’aroma del caffè. In ultimo lo shock termico che il caffè subisce ogni volta che viene estratto e reintrodotto dal frigo crea condensa e rischia di danneggiare il prodotto.

Sara Ester

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