Circa 450.000 persone oggi in Italia vivono condizioni di disagio abitativo e di sfruttamento lavorativo in campo agricolo. E per 180.000 di queste la situazione è di povertà, privazioni e violazioni dei diritti, al punto da essere definita “paraschiavistica”. Questo il quadro del caporalato attraverso le parole di Marco Omizzolo, sociologo e ricercatore Eurispes, autore anche di numerosi testi divulgativi sul tema come Sotto padrone, uscito a dicembre 2019.
L’abbiamo intervistato per commentare gli ultimi dati e fare il punto anche sugli aspetti istituzionali della lotta contro il caporalato: dalla legge 196/2016 fino al Piano triennale presentato all’inizio del 2020.
Caporalato non è soltanto il numero delle persone – uomini e donne, italiani e immigrati – sfruttate nei campi, ma è parte di un sistema di sfruttamento e illegalità che ogni anno frutta in Italia oltre 26 miliardi di euro. Una questione che coinvolge l’intera filiera in tutta Italia e che coniuga il rispetto dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici con quello della sostenibilità ambientale e molto altro.
Negli ultimi anni, è cresciuto il numero di denunce, indagini e processi contro caporali e illeciti in agricoltura, ed è anche aumentata l’attenzione mediatica rispetto a quanto accade nei campi. Tuttavia, i riflettori si accendono spesso in risposta a una situazione di emergenza, come è accaduto nelle ultime settimane nell’Agro Pontino dove vive una comunità Sikh di 30.000 persone.
I consumatori possono assumere un ruolo attivo, secondo Omizzolo, che suggerisce in primo luogo di tenere alta l’attenzione e informarsi sempre su ciò che acquistiamo e portiamo nel piatto, puntando su prodotti provenienti da una filiera pulita ed etica come, ad esempio, RiAccolto. Inoltre, l’associazione di promozione sociale Tempi Moderni, presieduta dal sociologo, ha lanciato di recente una campagna di crowdfunding a sostegno del progetto “Dignità Joban Singh”, in memoria di un giovane bracciante. L’obiettivo è realizzare una rete di sportelli per fornire assistenza legale gratuita, coordinato da avvocati e mediatori culturali, per donne e uomini gravemente sfruttati.
Negli ultimi anni è cambiata la vostra consapevolezza di come lo sfruttamento nel campo arrivi anche a tavola? Se sì, come?
L’articolo Marco Omizzolo sul caporalato in Italia: “450.000 persone vivono in condizioni di sfruttamento” sembra essere il primo su Giornale del cibo.
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