La sindrome del colon irritabile, una volta nota come “colite spastica” è una patologia più comune di quanto si pensi, anche se spesso non diagnosticata data l’impossibilità di accertarla attraverso la comune diagnostica. Non esiste infatti ad oggi un metodo per immagini o analisi che permetta di affermare con certezza che qualcuno soffra di questa patologia. La diagnosi viene effettuata grazie alla raccolta dei sintomi riscontrati. Operazione anch’essa non semplice, in quanto questi possono essere molto variabili: possono andare dalla stipsi alla diarrea, oppure si possono manifestare entrambe le condizioni in maniera alternata. Sono sempre presenti gonfiore e fastidio addominale, che spesso può sfociare nel dolore da moderato ad acuto. Possono essere presenti meteorismo e crampi. La frequenza dei disturbi è variabile, e anche questo rende difficoltosa una diagnosi: la sintomatologia può essere persistente oppure andare e venire, con una frequenza che va da alcuni giorni a settimane.
Purtroppo non esiste nemmeno una terapia univoca ne risolutiva per questa patologia. L’unica è trattare i sintomi e cercare di evitare le cause in grado di innescarli. Al punto che occasionalmente si ricorre anche all’utilizzo di antidepressivi ed ansiolitici, in quanto stress e disagio possono aumentare intensità e frequenza del disturbo. L’alimentazione influenza enormemente le manifestazioni cliniche del colon irritabile, per questo è bene curare particolarmente l’alimentazione. Gli alimenti da evitare sono soprattutto latte e derivati, i dolcificanti, frutta e marmellate, caffè, tè e cioccolato e bevande gasate. Anche tra le verdure ci sono alcuni elementi da evitare: i cavoli, i carciofi, i cetrioli e la rucola risultano irritanti per varie ragioni. Legumi, patate e carni conservate, come pure gli insaccati sono da limitare fortemente, come pure i dadi e i cibi in scatola.
Una dieta ricca di fibre e vitamine è sempre la scelta migliore, in qualsiasi condizione di salute. Via libera dunque a verdure crude come insalata e pomodoro. Ok anche a zucchine e melanzane, e a seconda della propria capacità di digerirli, ai peperoni. Tra la frutta la mela sembra arrecare meno disturbo che altre, insieme a banana, fragole, ciliegie, albicocche e nespole. Sono da evitare invece uva, prugne, pere e pesche. Si ai cereali , magari sostituendo pane, pasta e riso con i loro equivalenti integrali, più ricchi di fibre. E’ molto utile anche il modo in cui si consumano i pasti: meglio servirsi di piccole porzioni, concedendosi il tempo di mangiare con calma e masticando lentamente.
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