Anche se la nostra mente è abituata a ritenerla una delle carni tra le più sane, il pollo non andrebbe mai mangiato crudo. Non solo, non va nemmeno mai lavato. Ci troviamo di fronte a due bias cognitivi per cui una carne che consideriamo salubre e una pratica igienica comune nel caso del pollo si capovolgono completamente. Il pollo infatti è spesso contaminato da alcuni batteri molto pericolosi per la salute umana. Si tratta principalmente di Salmonella, Campylobacter e Clostridium perfringens, responsabili di gravi intossicazioni alimentari. L’unico modo per eliminare questi batteri è cuocere il pollo abbastanza affinché la temperatura al cuore del prodotto arrivi ad almeno 85°. Il pericolo è presente dunque anche nel pollo poco cotto.
Qualcuno potrebbe chiedersi perché, data la presenza di batteri, non è consigliabile lavare il pollo. Come già detto, soltanto il calore prolungato ed elevato può uccidere questi batteri. L’acqua non farebbe altro che trasportarli ovunque e aumentare il rischio di contaminare le superfici intorno all’area di lavaggio. Se siete tra coloro a cui non verrebbe mai in mente di lavare un pollo e lo ritenete un pensiero improbabile, ricredetevi. Una ricerca a cura del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti del North Carolina State University ha chiesto ai 300 partecipanti di preparare un insalata e del pollo. Ebbene, tutti i partecipanti hanno affermato di avere l’abitudine di lavare il pollo per rimuovere residui di sporcizia e sangue o come consuetudine appresa in famiglia.
Lo studio voleva verificare il rischio di contaminazione del pollo crudo: tra i partecipanti, in 26 tra quelli che avevano lavato il pollo hanno trasferito involontariamente i batteri all’insalata. Ma anche nel gruppo di coloro che non avevano effettuato il lavaggio, un 31% ha contaminato l’insalata. Questo può avvenire a causa di un mancato o inefficace lavaggio delle mani, che porta alla contaminazione del lavabo e di qualsiasi utensile maneggiamo dopo aver toccato il pollo. La contaminazione può risultare particolarmente pericolosa per le persone immunodepresse, come bambini, anziani o persone che stanno assumendo farmaci che compromettono il loro sistema immunitario.
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