Bere alcolici sia a pranzo che cena può rappresentare un abuso, sia con che senza patologie pregresse. Farlo soffrendo già di ipertensione o glicemia alta, e peggio ancora, entrambe, è altamente sconsigliato. Il consumo di alcolici è associato all’aumento della pressione arteriosa in entrambi i sessi. Anche se piccole quantità di alcool possono svolgere un ruolo protettivo nei confronti dell’apparato cardiocircolatorio, le dinamiche in gioco sono molte. Quello che è sicuro è che se consumato in grandi quantità, l’alcool causa un aumento dei trigliceridi, causare ipertensione e danni cardiovascolari di varia entità. Anche nei confronti della glicemia la situazione non è migliore. Cosa succede al tuo corpo se bevi vino a pranzo e cena con ipertensione e glicemia alta?
C’è una correlazione tra ipertensione e consumo di alcolici, osservabile quando il consumo giornaliero supera i 20 gr di alcool, equivalenti a circa 200 ml di vino. Questo quantitativo corrisponde a circa 1 o 2 bicchieri. Fortunatamente, bastano pochi giorni senza consumare alcolici per veder scendere la pressione. Bere esageratamente può aumentare fino a 5 volte il rischio di ictus o emorragia cerebrale a causa dell’aumentata pressione, che a sua volta può causare la rottura di vasi sanguigni nel cervello. Da un certo punto di vista comunque meglio un consumo quotidiano moderato piuttosto che bere lo stesso quantitativo settimanale concentrato in due soli giorni. E’ comunque consigliato osservare due giorni di stop all’interno della settimana, per dare tempo al corpo di recuperare. Pur avendo 0 di indice glicemico, il vino è sconsigliato ai diabetici.
Esiste un quantitativo massimo di riferimento per evitare di esagerare con il vino ed altri alcolici: si tratta di consumare non più di 2 o 3 unità al giorno per le donne ( non più di 14 la settimana) e di 4 unità al giorno per gli uomini, senza superare le 21 la settimana. Una unità corrisponde a ca 125 ml di vino o 300 ml di birra leggera. Il vino ha anche delle proprietà interessanti per la nostra salute, grazie alla sua ricchezza di polifenoli. Queste sostanze antiossidanti contribuiscono a ridurre lo stress ossidativo e prolungare la vita delle cellule, combattendo l’invecchiamento.
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