Forse oramai già lo saprete: le patate non sono il cibo più indicato in caso di diabete o glicemia alta. Si tratta di un vegetale particolarmente ricco di amidi, carboidrati e zuccheri. L’indice glicemico delle patate varia dai 65 ai 95 a seconda di come vengono cotte. Un IG sempre e comunque troppo alto per chi soffre di diabete. Una cosa che invece è sconosciuta ai più è come questo dato aumenti a seconda che le patate siano servite calde o fredde. Questo perché gli amidi che le compongono, con il calore, perdono la loro originaria forma in cristalli, assumendo la forma di gel. Questo rende i loro zuccheri immediatamente digeribili, causando un brusco aumento della glicemia.
La prima cosa da fare quindi è consumare le patate almeno tiepide, meglio ancora se fredde. Anche se l’amido non sarà mai più in grado di tornare nella forma originaria, freddandosi riesce per lo meno a ricompattarsi. Un vantaggio non da poco per i livelli di glicemia. Un altro trucco prevede di scegliere ed acquistare patate giovani e, poiché non per tutti è facile indovinare “l’età” di un ortaggio, è bene puntare sulle patate novelle. Questo ci da anche una ulteriore possibilità, ovvero quello di consumare le nostre patate con la buccia. E’ in questo sottile strato infatti che si concentra il maggior numero di fibre contenute nelle patate. Le fibre sono in grado di rallentare l’assorbimento degli zuccheri, dilatando i tempi di digestione. Inoltre sono degli “spazzini naturali” che aiutano a ripulire sangue ed intestino. Basti pensare che dei 7 gr di fibre contenuti in una patata di medie dimensioni, ben 6 sono concentrate nella buccia.
Per poter consumare la buccia è sufficiente spazzolarla bene e sciacquare le nostre patate con abbondante acqua. Le bucce apportano anche ferro, potassio, calcio e magnesio. Inoltre è particolarmente ricca di polifenoli, una sostanza dall’alto potere antiossidante. A contrastare i radicali liberi la patata contribuisce anche con flavonoidi, carotenoidi e acidi fenoloci. Tornando ai trucchetti della nonna, un altro semplicissimo da attuare è ridurre la concentrazione di amido attraverso l’ammollo. E’ sufficiente tagliarle e lasciarle in acqua fredda per un po’. Avete presente come l’acqua diventi densa e bianca? Il responsabile è proprio l’amido. Tenendole in ammollo per 12 ore, tagliate e coperte dall’acqua, e magari riposte in frigo , avrete la certezza di eliminarne un discreto quantitativo.
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