Salute

Non mangiare questo formaggio attenzione fa malissimo

I formaggi sono ritenuti da molti un alimento immancabile in casa, che sia utilizzato come fine pasto – da cui anche il detto “la bocca non è sazia se non sa di vacca”- o come elemento risolutivo per mangiare in fretta senza dover cucinare, quando non se ne ha tempo o voglia. Purtroppo non si tratta di uno degli alimenti più sani a disposizione, anzi. I formaggi sono ricchi di colesterolo e grassi, ed andrebbero consumati con parsimonia e cautela da tutti, ma in particolare di chi soffre di ipercolesterolemia, diabete o patologie a carico dell’apparato cardiocircolatorio. Ma quale formaggio è ritenuto meno consigliabile?

Formaggio, cos’è e quale evitare

Il formaggio è un prodotto caseario ottenuto dalla lavorazione del latte e in alcuni casi dalla seguente stagionatura. Si tratta di prodotti con un alto quantitativo di grassi saturi. Alcuni ne contengono meno, come la ricotta, mentre sono ritenuti grassi quelli che superano il 42% di contenuto lipidico, semigrassi quelli che ne contengono tra il 20 e il 42% e magri quelli con un apporto di grassi inferiore al 20%. Stranamente uno dei più grassi è la robiola, generalmente associata alla leggerezza e alla digeribilità. Ogni 100 g di prodotto introduciamo ben 333 calorie oltre a 33 grammi di grasso.

Benefici del formaggio e quanto consumarne

Cominciamo con il dire che il formaggio non è assolutamente un prodotto irrinunciabile dal punto di vista della salute. Se si sceglie di consumarlo però, vale la pena sapere che oltre agli svantaggi, apporta anche alcuni benefici. Si tratta di un alimento nutriente poiché ricchi di proteine ad alto valore biologico. Apportano amminoacidi essenziali e sono ricchi di sali minerali, tra cui il calcio. Il formaggio contiene anche tirosina, una sostanza in grado di stimolare il cervello ed aumentare la concentrazione. I suoi grassi però rallentano l’attività del fegato, l’organo che, insieme all’intestino, produce e processa l’80% del colesterolo presente nel nostro corpo. L’ideale dunque è limitare il consumo di formaggio a non più di 2 volte a settimana, prediligendo formaggi a basso contenuto di grassi e, nel caso si soffra di ipertensione, anche di sale.

 

Sara Ester

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