Salute

Cosa succede se vai a letto senza aver perfettamente digerito la cena? Quello che dovresti sapere

Forse lo avrai già sentito dire, in alternativa annota questa importante informazione: per coricarsi bisognerebbe attendere almeno un’ora dopo. Dopo mangiato infatti, il processo digestivo prosegue e la posizione supina non è il massimo per far lavorare adeguatamente gli organi coinvolti. Inoltre, i succhi gastrici potrebbero facilmente espandersi e causare reflusso gastro-esofageo. Se per di più soffri già di dispepsia i problemi potrebbero aumentare. La parola viene dal greco dys pepsia ovvero cattiva digestione. I sintomi sono molto vari e cambiano da persona a persona, e persino con l’età.

Indigestione: ecco perché non sono tutte uguali

La cattiva digestione può essere di due tipi: la prima è la dispepsia organica ed è rilevabile attraverso esami diagnostici. L’importante è individuarne origine e causa, e la cura varia a seconda del risultato delle analisi o degli strumenti diagnostici. La seconda è la dispepsia funzionale e le cause possono risalire a pasti troppo abbondanti, intolleranze alimentari, stile di vita errati o essere causato da ansia e stress.  Uno dei modi per evitare la dispepsia funzionale è mangiare non troppo tardi e attendere di aver ben digerito prima di coricarsi. Una cattiva digestione funzionale può essere corretta e si individua perché meno frequente della prima. La dispepsia organica può dipendere da gastrite, reflusso, dal batterio Helicobacter Pylori a sua volta causa di ulcere. E ancora da esofagite, stitichezza, calcoli alla cistifellea o ostruzioni alle vie biliari.

Sintomi di una cattiva digestione

I sintomi riconducibili ad una cattiva digestione sono principalmente il senso di pesantezza allo stomaco, fastidi nella stessa area, gonfiore addominale ed eccessivo senso di sazietà. Si possono manifestare dai 30 minuti dopo il pasto e durare anche ore. Con il passare del tempo i sintomi possono acutizzarsi e potrebbero insorgere bruciore, acidità, eruttazioni, meteorismo e flautolenza. Se di giorno questa sintomatologia è fastidiosa, la notte diventa insopportabile. Inoltre può a sua volta essere causa di risvegli notturni e cattiva qualità del sonno. Restare in piedi o seduti infatti favorisce il deflusso dei cibo verso lo stomaco e successivamente del digerito verso l’intestino, mentre la posizione sdraiata può causare la risalita dei succhi gastrici anche fino l’esofago.

Sara Ester

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