Salute

Cosa succede se non mangi per una settimana

Il digiuno terapeutico è una pratica molto discussa, con numerosi sostenitori e detrattori. Se il digiuno di un giorno resta alla portata di (quasi) tutti e sembra essere molto benefico per l’organismo, questo può valere anche per digiuni più lunghi? Il digiuno non è negativo come ci hanno indotto a pensare, salvo in caso di pregressi problemi di salute. In natura gli animali possono non mangiare anche a lungo come primo rimedio per arginare dei malesseri. Ovviamente qualsiasi digiuno prevede ci si mantenga ben idratati. Infatti si può non mangiare – anche per molti giorni – ma non si può restare senza bere neppure per un giorno. Cosa succede se non mangi per una settimana?

Digiuno di 7 giorni, ecco cosa succede al corpo

Il digiuno viene praticato per disintossicare l’organismo, stimolare il metabolismo dei grassi stoccati come “riserva” e, in ultima battuta, per perdere peso. Farlo per questo motivo è sconsigliato: esistono metodi migliori per raggiungere lo scopo, come una buona dieta personalizzata ed uno stile di vita più attivo. Cominciamo con il dire che il digiuno non è insostenibile come si potrebbe pensare: dopo i primi 2-3 giorni scompare lo stimolo della fame, e anche durante le prime fasi del digiuno non è sempre presente. Un essere umano mediamente in salute sopravvive ad un digiuno completo di 24-30 giorni. Stranamente non ci si trova a corto di energie, anzi: uno stomaco pieno toglie concentrazione e potreste riscoprirvi pieni di forze e volontà.

Non mangiare per una settimana: il digiuno secondo Buchinger

Fu il Dott. Otto Buchinger ad ideare il digiuno terapeutico, fino ad aprire la prima clinica ad esso dedicata in Germania nel 1920, dopo aver sperimentato su se stesso i benefici effetti di questa pratica. Buchinger infatti soffriva si una grave forma di artrite reumatoide da cui ebbe grande sollievo grazie al digiuno terapeutico. Il metodo è in voga ancora oggi e proposto da numerose strutture. Se volete cimentarvi in questa pratica è consigliabile informarsi sulle tre fasi ideate dal dott. Buchinger, che prevedono una fase di preparazione al digiuno o di “scarico”, una fase depurativa e la rottura del digiuno. Questo metodo è stato ideato per attivare i processi di autoguarigione del corpo e non prevede l’astensione dalle attività.

Sara Ester

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