Per quanto ormai si tratti di una condizione diffusa e resa agevole dalle numerose alternative al glutine, scoprire di soffrire di celiachia è sempre un piccolo shock. Soprattutto perché ci obbliga ad una rivoluzione copernicana delle nostre abitudini. E ci costringe a prestare molta più attenzione a tutto ciò che acquistiamo, che mettiamo a tavola e cuciniamo. Anche mangiare fuori diventa difficoltoso, perché se a casa prestiamo la massima cura affinché non avvengano contaminazioni, non possiamo sapere se altri vi si dedicheranno con altrettanto impegno. Alcuni studi fin ora effettuati attestano come le persone affette da celiachia possano tollerare 10 mg di glutine al giorno. Ma cosa succede se mangio glutine e sono celiaca?
Che avvenga per errore nostro o di altri, o perché si ritenga opportuno fare uno strappo alla regola ogni tanto, può capitare di mangiare glutine anche se si è celiaci. Ma se è qualcosa che state pensando di fare premeditatamente, ci sentiamo di sconsigliarvelo. Assumere glutine in queste condizioni, anche occasionalmente, può portare ad una infiammazione cronica della mucosa intestinale. I sintomi immediati possono variare, e persino essere assenti, ma il danno è comunque presente. La sintomatologia è varia ed include mal di testa, mal di pancia, crampi, spossatezza. Bisogna considerare anche che un celiaco, per smaltire il glutine accumulato impiega da 1 a 2 mesi di tempo.
Purtroppo c’è molta confusione su questo argomento, e le persone tendono ad accomunare intolleranza al glutine, allergia e celiachia, quando si tratta di tre condizioni molto diverse tra loro. La celiachia è una reazione auto-immune che causa infiammazione cronica dell’intestino tenue. La conseguenza sono astenia, gonfiore e dolore addominale, diarrea, ma anche sintomi neurologici derivanti dal malassorbimento dei nutrienti. L’effetto più grave può verificarsi sul lungo periodo quando i linfociti T, attivati dalla gliadina, producono citochine, tra cui TNF (fattore di necrosi tumorale). Le citochine inoltre causano apoptosi (distacco cellulare) e iper proliferazione linfocitaria, con conseguente appiattimento della mucosa intestinale.
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