Nessuno, soprattutto di questi tempi, gradisce lo spreco alimentare. E a tutti è capitato di trovare tra la frutta o nel frigo qualche alimenti che avesse sviluppato un po’ di muffa. A volte ci si limita a rimuovere la parte ammuffita e consumare il resto dell’alimento, altri più rustici mangiano comunque il prodotto, magari per abitudini osservate durante l’infanzia. Un tempo infatti l’attenzione verso lo stato di conservazione dei cibi era notevolmente più bassa, come pure le ricerche in merito. Attenzione però a consumare alimenti con sopra la muffa: ecco quello che devi sapere.
Siamo spesso portati a pensare che la muffa sugli alimenti non sia un grosso problema, aiutati dal fatto che su alcuni formaggi questa rappresenta una condizione di pregio. Ma non tutte le muffe sono uguali e ne esistono alcune particolarmente tossiche per l’uomo, mentre altre pur non dando conseguenze nell’immediato, possono portare allo sviluppo di patologie a lungo termine. Tra le muffe più comuni troviamo la patina verdastra che si sviluppa su verdure, carne e frutta e che può dare non pochi problemi al nostro organismo. Bisogna imparare a distinguere tra muffe nobili e quelle meno. Al primo gruppo troviamo la muffa blu che caratterizza il gorgonzola e persino una che ha dato vita alla penicillina, primo antibiotico della storia scoperto per caso. Lo stesso, somministrato ai topi, li uccideva. Fu grazie ad un medico illuminato che tentò la penicillina su un paziente in condizioni disperate i suoi effetti, che scoprimmo come questa muffa fosse salvifica, portandoci a debellare patologie prima mortali.
Una moderata ingestione casuale non ha particolari effetti, mentre una somministrazione abituale o reiterata può farci subire gli effetti delle micotossine. Nel caso di particolari gruppi ci cibi, anche un minimo quantitativo di muffa deve spingerci a buttare subito il prodotto. Parliamo di latte, mozzarella, ricotta e yogurt. Idem per tutti i prodotti di origine animale. Ma anche quella sul pane o sui cereali può rivelarsi molto pericolosa. Come quella presente sui sughi, sulla frutta secca e sui frutti di frutta e frutti freschi. Si possono salvare gli alimenti particolarmente compatti, come i cavolfiori e le zucchine, gli insaccati stagionati, marmellate e confetture. In questi casi basta asportare la parte intaccata dalla muffa per poter consumare la parte ancora sana del prodotto.
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