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Cosa mangiare per abbassare la glicemia: buccia di patate o semi di zucca? Incredibile

Anche se ora è considerato solamente un prodotto di scarto, c’è stato un lungo periodo in cui la buccia delle patate era ritenuta una risorsa. La patata è un tubero commestibile appartenente alla famiglia delle solanacee. Caratteristica della patata è stoccare nel tubero tutte le energie sintetizzate dalla pianta e, al momento giusto, originare dal tubero dei germogli da cui la pianta prende nuovamente vita. In tempo di guerra e di carestia si attendeva proprio che le patate germogliassero per consumarle, così da poter piantare in terra “gli occhi” ancora attaccati alla buccia e poter dare origine a nuove piante senza rinunciare a mangiare l’intera patata.

Patate, proprietà e benefici effetti sulla glicemia

Proprio in virtù dell’essere degli accumulatori, i tuberi della patate sono particolarmente ricchi di proprietà. In 100 gr di patate troviamo 77 calorie, ben 421 gr di potassio, fibra, calcio, magnesio, ferro e persino vitamina C e B. Gran parte delle fibre sono contenute proprio nella buccia, ed è grazie a questo apporto che possiamo ridurre l’indice glicemico. L’importante è scegliere patate novelle o varietà dalla buccia sottile, ma soprattutto spazzolarle e lavarle bene. Cuocere le patate con la loro buccia evita anche che altre preziose sostanze nutritive in esse contenute vadano perse durante la cottura.

Semi di zucca e glicemia, è tutto vero

I semi di zucca hanno un indice glicemico pari a 22, quindi si possono consumare senza nessun problema. Magari per arricchire insalate o consumati come spuntino. I semi di zucca riescono a migliorare il rilascio di insulina, regolando la glicemia. I semi hanno un basso contenuto di carboidrati e di zuccheri, fornendo al contempo molte fibre che, come abbiamo visto, hanno il potere di evitare i picchi glicemici, soprattutto grazie alla capacità di gonfiarsi in presenza di acqua -importante quindi che beviate molto!- rallentando così l’assorbimento degli zuccheri che introduciamo con il pasto. Attenzione alla linea però, perché i semi possono avere un contenuto calorico elevato, variabile in base alla loro essiccazione o conservazione, che può arrivare a 570 kcal per soli 100 gr di semi.

Sara Ester

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