Salute

Come mangiare i mandarini per dimagrire e abbassare la glicemia? Incredibile

I mandarini sono uno dei frutti maggiormente apprezzati dell’inverno. Sono dolci, succosi, ricchi di vitamina C e piacevoli da mangiare. Sono comodi da portare ovunque, dissetanti e perfetti come spuntino spezzafame. Ricchi di polifenoli, sostanze antiossidanti in grado di proteggere il nostro corpo dall’invecchiamento hanno la capacità di prolungare la vita delle cellule e si rivelano utili persino nella modulazione del metabolismo lipidico.  I mandarini possono fornire un moderato aiuto anche per perdere peso.  Uno studio pubblicato sul Journal of lipid reserch, condotto dalla University of Westerm Ontario, ha evidenziato il potere dimagrante di questo frutto. Tutto merito della nobiletina, una molecola in grado di regolare il peso, proteggere dal diabete e persino dall’arterioscerosi.

Dimagrire grazie ai mandarini

Ci sono molti modi in cui i mandarini possono aiutarci a perdere peso. A cominciare dall’introdurli nella nostra alimentazione come spuntino vitaminico. I mandarini sono ricchi di acqua, carotene, vitamine del gruppo B e vitamina A, oltre ad una buona percentuale di ferro, magnesio e acido folico. Certo la vitamina più famosa contenuta nei mandarini è la C, utilissima nella stagione invernale per prevenire influenza e raffreddori. Ma questa vitamina svolge un ruolo essenziale anche per la salute del nostro cervello e per la prevenzione dei tumori. Anche grazie alla presenza combinata dei carotenoidi e dei polifenoli, sempre contenuti nei mandarini. Un team giapponese ha registrato un incidenza del tumore al fegato inferiore dell’8,9% nelle persone a cui erano somministrati mandarini e carotenoidi. Sono in corso altri studi riguardo altri tipi di formazioni tumorali. Altri già effettuati affermano che la protezione dei mandarini si estenda a bocca, colon, retto e polmoni.

Mandarini e glicemia

I mandarini sono anche ricchi di fibre, che unitamente all’acqua di cui questo frutto è ricco, aumentano il senso di sazietà e la durata. Le fibre, estendendosi nell’apparato digerente, fanno si che gli zuccheri vengano processati in maniera più lenta evitando picchi glicemici.

D’altra parte purtroppo si tratta di un frutto ricco di zuccheri, non particolarmente adatto ai diabetici. Per consumarli quindi è meglio limitare il quantitativo ed evitare di usarli come fine pasto, prediligendoli come merenda o colazione.

Sara Ester

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