Un tempo molto in voga, oggi caduto nel dimenticatoio, il caffè d’orzo è una valida risorsa da tenere in considerazione (e in dispensa). Può essere assunto sia insieme al latte che con acqua, ed è adatto a chi è a dieta, anche grazie alla sua scarsità di calorie. A differenza del caffè non contiene sostanze stimolanti ed è adatto anche ai bambini, donne incinta e in allattamento oltre che per chi soffre di ipertensione o subisce gli effetti collaterali del caffè, come la difficoltà nell’addormentamento. Nonostante ciò, grazie alla sua ricchezza di amido, il caffè d’orzo ci rende maggiormente carichi e produttivi. Questo perché questa sostanza, facilmente ed immediatamente assorbibile dal nostro corpo, è in grado di fornirci una scarica di energia extra.
Trattandosi di un cereale, il caffè d’orzo ne apporta tutti i benefici, tra cui la capacità di rallentare l’assorbimento degli zuccheri, riducendo il carico glicemico dei pasti. Per lo stesso motivo il caffè d’orzo ci da una sensazione di pienezza, contrastando gli attacchi di fame. Le mucillagini in esso presenti aiutano a ritrovare e mantenere la regolarità intestinale. Inoltre l’orzo è ricco di vitamine, in particolare vitamina A (retinolo equivalente) e vitamina E, due validi antiossidanti in grado di contrastare l’invecchiamento cellulare. L’orzo contiene anche vitamine del gruppo B, in grado di trasformare in energia il cibo che mangiamo, e vitamina PP.
Il caffè d’orzo è anche in grado di ridurre l’assorbimento di colesterolo a livello intestinale, contrastando così l’accumulo di placche arteriosclerotiche nelle vene. Il caffè d’orzo è una bevanda dalle proprietà antisettiche ed antinfiammatorie. Inoltre favorisce la digestione ed apporta numerosi minerali tra cui potassio, fosforo, ferro, calcio e zinco. Pare che l’orzo sia il più antico vegetale coltivato dall’uomo, per cui se ne trovano tracce risalenti a 10.000 anni fa. Plinio il Vecchio afferma come i gladiatori fossero nutriti con diete vegetali e ricche di zuppe di orzo o pane a base di questo cereale. Insomma, l’orzo forse oggi sta scemando in favore della moda del caffè, ma se è sopravvissuto per 10.000 anni, saprà ritrovare il suo posto nelle nostre abitudini.
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