Il mandarino non è solo vitamina C, ma anche una riserva di preziosi minerali indispensabili per il nostro corpo. Con solo 100 gr di questo frutto apportiamo al nostro organismo il 5% del nostro fabbisogno giornaliero di potassio, di fosforo, e il 4% di quello di magnesio. Sono ricchissimi anche di vitamina B1, B6 e B9, oltre alla vitamina A. Sono ricchi di acqua e favoriscono la diuresi, che già di per se è un modo per abbassare la glicemia dato che l’urina è un mezzo attraverso cui il nostro corpo espelle il glucosio in eccesso presente nel sangue. Ma come e quando mangiare i mandarini per abbassare l’indice glicemico? Ecco il trucchetto della nonna che forse non conoscevi ancora.
I mandarini possono aiutarci a regolare ed abbassare l’indice glicemico, grazie al loro elevato apporto di fibre. Questa sostanza è contenuta in particolar modo nella parte bianca del frutto. Perciò sbucciandolo è importante scartarne la minor parte possibile. Le fibre hanno il potere di dilatare i tempi di assorbimento degli zuccheri dell’intero pasto consumato, evitando picchi glicemici. Il trucco della nonna perciò è mangiarli a digiuno, prima del pasto.
Ma non solo le fibre ci aiutano contro il diabete: il mandarino è anche ricco di narigerina ed esperidina. Queste due sostanze che si sono rivelate utili nell’attenuare il diabete e le sue conseguenze, in particolar ea carico degli occhi. Ovviamente è bene non esagerare con il quantitativo per evitare di fare il pieno di zuccheri.
Grazie al suo contenuto di potassio i mandarini regolano la contrazione muscolare, lo scambio idro-salino all’interno degli organi e dei tessuti e contribuiscono a regolare la pressione arteriosa. Le vitamine del gruppo B invece sono responsabili del corretto funzionamento dei processi metabolici e del sistema nervoso, che vede particolarmente coinvolta la vitamina B6, indispensabile alla sintesi della serotonina conosciuta anche come ormone del buonumore. Ultimo ma non per importanza i mandarini sono ricchissimi di polifenoli, degli antiossidanti che ci aiutano a combattere lo stress ossidativo e proteggono i tessuti, compresi quelli cardiaci.
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