Con la glicemia alta la prima cosa da fare è scegliere con cura gli alimenti che mettiamo in tavola. La glicemia alta è una condizione che porta al diabete di tipo 2 e, sempre in ogni caso, all’aumento di peso. Se introduciamo più carboidrati e zuccheri di quanti la nostra insulina ne possa processare infatti questi verranno tramutati in grasso. Se già si soffre di diabete inoltre c’è il rischio che la glicemia alta sia causa di serie complicazioni come problemi neurali, circolatori – con conseguenti danni alla vista o agli arti- e insufficienza renale. Alcuni alimenti si sa, sono preferibili rispetto ad altri, ma il dubbio è sempre il miglior alleato: ti spinge ad informarti meglio. Ad esempio, puoi mangiare pasta e bere birra a pranzo se hai la glicemia alta?
In questo caso parliamo di due alimenti già borderline nell’alimentazione di chi soffre di diabete. La pasta di grano duro ha un indice glicemico di 45, quindi la si può consumare ma con moderazione. Sicuramente è preferibile mangiarla a pranzo che a cena, e senza superare i 60-80 gr a porzione. Da evitare assolutamente l’accompagnamento con patate, pane e altre fonti di carboidrati e amido dall’alto indice glicemico. Un buon consiglio inoltre prevede di scolare la nostra pasta al dente, in modo da contenere l’indice glicemico che, se la cottura si protrae, aumenta conseguentemente alla maggior scomposizione dell’amido. In ultimo è preferibile scegliere pasta lunga invece che corta, perché questa ha un minor indice glicemico rispetto a formati come penne, maccheroni, farfalle, ecc.
Oppure no: la birra infatti ha un indice glicemico di 110, persino più alta della pizza e del pane. Inoltre come tutte le bevande contenenti alcool la birra affatica il fegato, organo deputato alla trasformazione degli zuccheri in glucosio, con il rischio di causare il problema opposto e mandare il soggetto in ipoglicemia. Questa condizione, se causata dall’alcool, non risponde nemmeno alle iniezioni di glucagone. Il rischio si riduce se si consuma la birra durante il pasto, quindi a stomaco pieno. Certo l’accompagnamento con la pasta non è del tutto favorevole, ma se il diabete è opportunatamente tenuto sotto controllo si può fare qualche occasionale strappo alla regola.
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