Salute

Cosa succede se mangi cose scadute?

Si dibatte spesso sulla possibilità o meno di consumare ancora il cibo scaduto: d’altronde sprecarlo è un peccato. Per tacere del fatto che ci accorgiamo sia scaduto proprio nel momento in cui lo cercavamo, ovverosia quando se ne ha voglia o bisogno. Il web e i social sono pieni di richieste simili, fatte tra amici o da sconosciuti: “posso mangiarlo ancora se è scaduto?”. Di solito le risposte sono rassicuranti, del tipo “ma si, io lo faccio sempre!”. Nel campo della micologia c’è una battuta riservata agli intrepidi, che può estendersi a numerosi altri cibi: “tutti i funghi si possono mangiare, ma alcuni una volta sola”. Anche se in genere il cibo confezionato non è altrettanto letale, può comunque essere molto pericoloso. Oppure no: vediamo da cosa dipende. Cosa succede se mangi cose scadute?

Cibo scaduto, ecco a cosa fare attenzione

La prima cosa da verificare è se la scritta che riporta la data di scadenza indichi “da consumarsi preferibilmente entro il” o sia più categorica, dicendo “da consumarsi entro il”. Le date di scadenza vengono decise in base all’osservazione di ogni prodotto, spesso sottoponendolo anche a stress-test, per verificare quanto a lungo si mantenga inalterato, da quale momento in poi perda alcune delle sue caratteristiche restando comunque commestibile, e quando infine diventa pericoloso. La pericolosità varia dal tipo di cibo e dal tipo e da eventuali contaminazioni che può aver subito oltre ad essere scaduto. I rischi più comuni sono un semplice mal di pancia, senso di nausea e dissenteria. Diverso è il discorso con i prodotti di origine animale, che possono causare tossinfezioni alimentari, i cui sintomi possono essere molto pericolosi.

Cosa verificare prima di mangiare cose scadute

Oltre la dicitura che accompagna la data, è bene verificare l’integrità del prodotto, ed escludere la presenza di muffe, cristalli di ghiaccio, alterazioni importanti di colore o forma. Molto dipende anche da come è stato conservato il prodotto, se ben chiuso, lontano da fonti di calore e sbalzi di temperatura o umidità. In questo caso ci sono molte più possibilità che sia ancora commestibile. Dopo l’aspetto, verificate l’odore: anche se il prodotto può aver perso il suo profumo caratteristico, non deve emanare odori cattivi, ne acidi. Poi procedete assaggiando una piccola parte: se il sapore è ancora buono, potete ancora consumare il prodotto. Altrimenti, gettatelo senza troppi sensi di colpa: meglio evitare ogni possibile rischio per la salute.

Sara Ester

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