Le castagne fanno ingrassare? L’opinione dell’esperto

Le castagne sono ricche di acido folico e di macronutrienti benefici per l’organismo, ma cos’altro sappiamo su di loro? Quante calorie contengono e chi non può consumarle. Tutto sul frutto autunnale più amato di tutti i tempi.

L’autunno è arrivato e porta con sé i primi freddi; fortunatamente le castagne, note anche come caldarroste, sono disponibili per riscaldarci. Si trovano soprattutto nelle zone dell’Appennino, dove il freddo non è così rigido; tuttavia, anche altre tipologie sono presenti e ancora più abbondanti nella nostra terra peninsulare, come le castagne di Marradi, le castagne del Mugello e le castagne di Marroni della Val di Susa.

Ma è possibile distinguere tra castagne e marroni? C’è molta incertezza sia sulla varietà che sul contenuto nutrizionale di questo frutto. Cerchiamo quindi di fare chiarezza nel miglior modo possibile.

Per le sue straordinarie capacità sazianti e nutritive, la castagna è stata considerata fin dall’antichità il pasto dei poveri: i contadini e i meno abbienti la consumavano durante i mesi invernali.

In effetti, nel Medioevo la plantasi è guadagnata il soprannome di “albero del pane”, a simboleggiare che, come il pane, la castagna aveva un ruolo importante nelle cucine di molte case.

Le castagne sono i frutti del castagno d’ambra, da non confondere con i semi dell’ippocastano, spesso noti come “castagne da noce”, che abbiamo approfondito nell’articolo “Metti una castagna in tasca: la medicina naturale tradizionale che non sbaglia mai”.

Per la loro forma rotonda e la buccia più spessa, le castagne sono il frutto di castagni coltivati e non di piante selvatiche.

Questi frutti sono un’alternativa alla pasta, al pane e ad altre farine tipiche grazie al loro basso contenuto di acqua e all’elevata riserva di carboidrati amidacei, come descritto nei paragrafi precedenti.

Inoltre, sono privi di glutine, quindi sono adatti anche agli individui intolleranti al glutine che necessitano di una dieta ristretta.

C’è solo un’ATTENZIONE! Non sono poveri di calorie, quindi i soggetti affetti da diabete e colesterolo alto dovrebbero limitarne il consumo e consumarli con parsimonia e moderazione.

A causa della maggiore percentuale di acqua presente nelle castagne bollite, le castagne arrostite hanno più calorie di quelle bollite. Esaminiamole ora:

  • 100 g di castagne arrostite hanno 193 kcal. 41,8 – proteine 3,7 – lipidi 24,4
  • 100 g di castagne bollite (120 calorie) comprendono carboidrati. 26,1 – proteine 2,5 – lipidi 1,3

In realtà, 100 grammi di castagne contengono solo 1,7 grammi di grassi, la maggior parte dei quali polinsaturi. Le castagne sono ricche di carboidrati ma contengono anche relativamente pochi grassi (come omega 3 e omega 6).

Non male, vero? Esaminiamo ora le caratteristiche di questo frutto autunnale e stabiliamo perché dovrebbe essere il nostro più grande compagno di tavola.

Il valore nutrizionale e i vantaggi per la salute delle castagne

Povere di grassi e ricche di numerosi minerali (potassio, fosforo, magnesio, zinco, rame e manganese) e vitamine, in particolare quelle del gruppo B, la vitamina E e la vitamina K.

Le castagne sono ricche di carboidrati amidacei complessi (non tanto bene), ma contengono anche quantità significative di proteine, minerali, vitamine e aminoacidi e sono prive di colesterolo!

Riportiamo ora una verità molto affascinante che il web magazine Viversano.com ha rivelato in modo sfacciato.

Questa afferma che “Consumare 100 grammi di castagne al giorno fornirebbe il 9% del nostro ferro giornaliero, il 10% del potassio, il 16% dello zinco, il 14% del magnesio e il 200% del rame. Inoltre, questo alimento contiene il 20% di manganese, il 19% di riboflavina, il 26% di vitamina B6, il 16% di volati, il 10% di acido pantotenico e il 9% di vitamina E”.

Cosa vi stiamo dicendo sui loro benefici per la salute? Se non siete ancora convinti, considerate i seguenti attributi delle castagne:

  • Grazie all’inclusione di grassi polinsaturi Omega-3 e Omega-6, che limitano l’assorbimento del colesterolo nella circolazione, riducono il colesterolo.
  • La vitamina E, fondamentale per la salute del sistema neurologico centrale e periferico, previene l’insorgere di malattie neurodegenerative in questi alimenti (particolarmente indicati per le persone anziane).
  • Le sostanze chimiche fenoliche e gli aminoacidi (quercina e rutina) di questa pianta hanno attività antibatteriche e antimicrobiche.
  • Inoltre, gli acidi fenolici, gallici ed ellagici hanno effetti antinfiammatori. Tuttavia, ricordiamo i flavonoidi (come quercitina, rutina e apigenina).
  • Regolano il metabolismo e il transito gastrointestinale grazie all’elevato contenuto di fibre! Inoltre, trattano i sintomi associati a un’attività probiotica insufficiente, tra cui irregolarità, stitichezza, gonfiore, nausea e irritabilità.