«Non mangiate questa frutta»: ha l’indice glicemico troppo alto

Con il diabete non è necessario eliminare la frutta dalla propria dieta. Anche se il fatto che sia dolce ci suggerirebbe il contrario. Agli alimenti è stato attribuito un indice glicemico che può guidarci della scelta di cosa inserire nella nostra alimentazione, e la maggior parte della frutta vanta un indice glicemico basso. Esistono poi alcuni frutti dall’indice glicemico medio, da riservarsi solo occasionalmente. Altri sono ad alto indice glicemico ed andrebbero banditi dalla tavola di chi soffre di diabete, di chi deve controllare la glicemia e persino di chi è a dieta. La glicemia infatti si alza quando l’insulina prodotta dal nostro corpo non è sufficiente a processare tutti gli zuccheri introdotti. E questi, non elaborati, vengono tramutati in grasso. Glicemia alta equivale quindi ad un aumento di peso.

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Quale frutta evitare per controllare la glicemia

L’autunno è una stagione bellissima, in cui si concentrano purtroppo alcuni dei frutti dall’indice glicemico più alto. I frutti da evitare in questo periodo sono i fichi e i cachi, che pur non avendo un indice glicemico proibitivo grazie al loro buon apporto di fibre, presentano comunque un eccessivo quantitativo di zuccheri. Tra la frutta di stagione da considerare out anche la dolce uva, che apporta anche parecchie calorie (67 ogni 100 gr di prodotto). Reperibile (e sconsigliata) in ogni stagione anche la banana, che apporta ca. 13 gr di carboidrati semplici ogni 100 gr di prodotto. Il suo indice glicemico è di ca. 50 e varia a seconda del grado di maturazione del frutto. Sempre e comunque troppo dolce.

Frutta secca e frutta disidratata, a cosa stare attenti

Spesso si fa confusione tra frutta secca e frutta essiccata: con la prima definizione si intende generalmente la frutta secca a guscio, come noci, nocciole, mandorle, per lo più ammessa ad esclusione dei pistacchi, da concedersi con moderazione. Con frutta essiccata o disidratata si intendono i vari frutti come albicocche, prugne, banane, papaya, mango ecc. private della loro parte aquosa. La concentrazione di zuccheri nella frutta che ha subito questo trattamento è sempre più alta che nel frutto fresco. Meglio leggere le etichette e verificare per ogni frutto sia il quantitativo di zuccheri che di calorie. Da evitare sicuramente i datteri, sia freschi che secchi, per cui il rischio di andare in iperglicemia è sempre elevato e andrebbero moderati anche in soggetti sani.