Cosa succede a chi mangia fragole tutti i giorni con la glicemia alta? Incredibile

Le fragole sono un frutto tipico della bella stagione ricco di innumerevoli proprietà. Ad essere precisi non si tratta nemmeno di un frutto, ma di un falso frutto. Con il nome fragola noi indichiamo la parte edibile della pianta, ma i veri frutti della stessa sono gli acheni, quei puntini neri presenti nella fragola in grado di dare origine a nuove piante.  Nonostante la loro dolcezza, le fragole sono poco caloriche (solo 33 calorie ogni 100 gr) e povere di grassi (0,3 g). Apportano 0 colesterolo e appena 1 mg di sodio. Il loro indice glicemico è di 25, considerato basso e adatto anche a chi soffre di diabete. Ma cosa succede a chi mangia fragole tutti i giorni con la glicemia alta? Incredibile.

Cosa succede a chi mangia fragole tutti i giorni con la glicemia alta? Incredibile

Fragole e glicemia, un buon binomio nonostante le apparenze

Le fragole hanno un’azione antinfiammatoria ed antiossidante che le rende preziose in qualsiasi organismo sano, ma particolarmente attive contro colesterolo e glicemia alta. Ricche di vitamine A, C, E e folati, le fragole contengono anche fibre, una sostanza in grado di rallentare l’assorbimento da parte del sangue sia del colesterolo che degli zuccheri, evitando la formazione di picchi glicemici. Per questo le fragole sono adatte ad essere consumate anche tutti i giorni da chi soffre di glicemia alta, ovviamente senza l’aggiunta di zuccheri ed attenendosi alla quantità ideale di 8 fragole al giorno.

Proprietà generiche delle fragole e qualche attenzione sul consumo quotidiano

Le fragole fungono anche da remineralizzante, grazie al loro elevato apporto di potassio, ferro, calcio e fosforo, utile per la memoria. Contengono un particolare antiossidante noto come fisetina , studiata in campo medico per le sue capacità di contrastare Alzheimer, diabete mellito di tipo 2 ed ipercolesterolemia. Le fragole hanno anche un difetto, che risiede nel loro alto potere allergizzante. Sono in grado di stimolare il rilascio di istamina nei soggetti preposti.